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La casa dei nonni

Loredana Bucaria2 Comments

I MIEI nonni!

La casa dei nonni l'ho sempre immaginata come l'ho vissuta sin da bambina, una seconda casa, un rifugio dove cercare consiglio, dove trovare le "bebbelle", dove guardare un cartone animato o giocare a carte, è stata così per tanti anni! Proprio come l'avevo sempre immaginata. Un posto in cui ci si possa sentire al sicuro, ci si possa sentire coccolati e amati! È stata per molti versi così .

Quando c'è qualcosa che mi fa stare male, qualcosa che non mi fa chiudere occhio io scrivo per sfogare la rabbia, per sfogare la delusione, l'amarezza, la tristezza, è il mio modo silenzioso per buttar fuori ciò che ho dentro, ciò che per troppo tempo e lunghi anni ho tenuto dentro.   

La casa dei miei nonni materni è stata una seconda casa per ben 37 anni della mia vita ed ora che si avvicina il momento in cui io, i miei fratelli, mio marito, mio figlio e mia madre ci separeremo da un pezzo della nostra vita, da ricordi belli e brutti, da una parte di noi, voglio che almeno su questo blog  io possa  tornarci ogni volta che vorrò.

E' stata la casa in cui ho vissuto tutti i natali e le pasque, chiudo gli occhi e posso ancora sentire  il profumo delle pizzette fritte con il pomodoro sopra che faceva la nonna, c'è stato il momento in cui avevo un quaderno, il quaderno delle ricette, io le dicevo "nonna  scriviamo le ricette delle pizzette e dei calzoncini ripieni" e ci mettevamo lì in cucina, lei iniziava a farmi vedere come prepararle ed io scrivevo e la osservavo attentamente. Ricordo che io ed i miei fratelli "scendevamo giù" e andavamo dritti nella cucina dove c'era il mobile delle leccornie, il mobile in cui c'erano le bebbelle: le merendine e le caramlle! Le Elak... mmmm buonissime! Trovavamo sempre un trancino o una crostata del mulino bianco ad aspettarci. Guardavamo dalle finestre il treno che passava, giocavamo a fare casette di carta, facevamo i compiti, ci fermavamo lì per un succulento pranzo di frittata alle formiche .... hihihih arte culinaria o solo per stare in compagnia. Arrivavamo giù e magari il nonno era sulla sua poltrona a leggere il mattino che comprava ogni giorno, un rituale, e la nonna a sferruzzare, era bravissima! Lui, mio nonno, scriveva divinamente... tantissime volte io e i miei fratelli ci siamo fatti aiutare a scrivere qualche bel tema per prendere dei gran bei voti a scuola hihihih aveva un talento smisurato! Suonava il pianoforte! Era un uomo di fede! Mia nonna era una donnina piccina piccina che racchiudeva in sè tante virtù ... non solo ovviamente ... ma di lei ho sicuramente preso l'essere un po' vanitosa, abbinare borsa, scarpe, orecchini, vestiti me lo ha sicuramente trasmesso lei. Lei non usciva mai di casa in disordine. Ricordo quando andavamo insieme a quello che un tempo era definito "il centro commerciale" per vedere una borsa nuova o una giacca di pelle al negozio "sotto la cumana".

I miei nonni erano il ritratto dell'amore, facevano tutto insieme sempre, cadevano anche insieme, hahahahaha, non si lasciavano mai! Con il crescere mi ha sempre spaventato il pensiero della loro morte, del fatto che si sarebbero dovuti in qualche modo separare.  

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Mio nonno era un personaggio, aveva tante fissazioni, indimenticabile la sua "spallata micidiale " alla porta di casa con cui si assicurava che fosse sul serio chiusa prima di partire per la Calabria o uscire,  il suo tic alla spalla che ogni tanto,anche mentre camminava, alzava, il suo "Loredana a nonno a te lo posso dire, ormai sei grande... avevo solo 10 anni... , non dormire nel letto di mamma e papà potrebbero esserci gli spermatozoi.... mio padre era un super eroe evidentemente! Hihihihi  o ancora l'episodio in cui perse la fede nuziale che pensava fosse scivolata nel lavandino a causa del "diavolo" e miracolosamente Massimo ritrovo, un angelo! 

Ricordo il giorno più bello dell'anno, il 24 dicembre in cui aspettavamo con ansia arrivasse babbo natale.... noi tre, impazienti che la cena finisse, venivano portati dal salone in cucina ed aspettavamo di sentire qualche rumore.. eh si perché babbo natale bussava alla porta non passava per il camino...e poi all'improvviso ecco quel rumore, eccitazione e felicità, aprivamo la porta della cucina e via, scappavamo di corsa in salone a vedere cosa Babbo Natale avesse lasciato in dono per noi! Era magico!  La casa dei nonni, dei miei nonni, è stata magia pura per tanti tanti anni! Compleanni, domeniche, Natale, estati, perché anche lì erano con noi,  Pasque abbiamo vissuto una vita insieme a loro!

I miei nonni materni sono stati nel bene e nel male dei secondi genitori, pregi e difetti come tutti,  crescendo mi sono scontrata con loro, loro troppo abituati ad una figlia remissiva, ad uno zerbino troppe volte calpestato per dimostrazione di gratitudine eccessiva,  ad un genero che per amore ha sopportato anche di essere definito "uno che fa dormire ospiti in un albergo dove" chiavano le coppiette" , testuali parole che non dimenticherò mai! Mio nonno era anche questo! Troppo presenti, invadenti molto spesso e fuori luogo ma mai cattivi, mai attaccati ai soldi, mai materialisti.

L'infanzia, l'adolescenza sono fasi della vita da vivere appieno, poi si cresce e crescendo purtroppo scopri altre angolazioni, ti accorgi di cose che non riuscivi a vedere, a capire, quella casa ha significato tanta felicità per me ma anche tanti tanti momenti di scontro, di emergenza. Ho visto e vissuto tanti momenti non troppo felici, dai pianti continui di mia nonna che non vedeva un figlio, ai natali in cui c'eravamo solo noi tre nipoti e mia madre e mio padre, in quei momenti mi chiedevo perché! Capivo dagli atteggiamenti spesso invadenti e oppressivi dei miei nonni che c'era ragione di allontanarsi da loro ma non capivo perché non avevo zii e cugini da vivere!  Cosa avevamo fatto di sbagliato io ed i miei fratelli? Erano "cose dei grandi"  che a noi piccoli non sono state mai spiegate! Un buco, un buco enorme dai 15/16 ai 34 anni che non potrà mai essere colmato, il tempo non torna indietro e gli errori si pagano. 

Ricordi belli e ricordi brutti, ricordi di sangue che zampillava dalla gamba di mio nonno  che Massimo raccolse, ricordi di badanti cacciate da me che avevo solo 26 anni e da mio fratello 24, che avevamo perso da pochi mesi nostro padre! Nessun punto di riferimento maschile nelle nostre vite dopo la morte di mio padre, nessuno avrebbe potuto sostituirlo ma nessuno si è interessato a farlo! Avevamo solo 22, 24 e 26 anni,una madre succube dei propri genitori, genitori che psicologicamente cercavano di tenerla sotto controllo, che ogni giorno ci diceva che preferiva morire, un figlio perso a pochi anni di vita con un tumore ed un marito appena morto e nessuno, nessuno!!! ha provato ad essere un punto di riferimento maschile per noi, nessuno! Oggi, dopo 11 anni dalla morte di mio padre, un uomo che non era perfetto ma che mi ha insegnato ad amare la vita, a rispettare il prossimo, a sorridere, a dire la verità, benché cruda possa essere, oggi, so di aver fatto tutto il possibile come figlia di mio padre e nipote dei miei nonni, noi 4 nipoti incluso Massimo, abbiamo fatto per i miei nonni cose che avrebbe dovuto fare un figlio, non un nipote, ma un figlio!!! Ed ora??? Ora è tardi per fare i figli, figlio non è colui che può solo arrogare diritti, ha tanti doveri!!!

Tanti ricordi di questa casa porterò nel cuore,  una casa dal grande significato, che sarebbe stato bello avere in famiglia, il Dio Soldo oggigiorno conta più di qualsiasi altra fede, si fa a gara a chi si lamenta di più, a chi ha meno per essere compatito, si fa inno alla  trasparenza, alla lealtà ma solo per il proprio tornaconto, in fin dei conti non c'è limite all'indecenza ed alla vergogna!

Tanti ricordi che ho e porterò con me, anche tutti quelli che non ho, che non mi hanno dato la possibilità di avere negli anni della mia infanzia, adolescenza, gioventù, sarebbe stato bello.  

Ricorderò per sempre il balcone con le piante della nonna, la nonna adorava le piante, tornando da scuola spesso la vedevo innaffiare, i tendini arancio e marrone che abbassavano d'estate per creare quel freschino piacevole,

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Il salone con il pianoforte che nonno era solito strimpellare:)  il tavolo in cristallo sul quale  abbiamo mangiato per anni e sotto il quale abbiamo sbattuto la testa innumerevoli volte, i quadri, le foto, i profumi delle tende, gli spostamenti di mobili che i nonni ogni tanto facevano. La sedia blu dove mio nonno negli ultimi anni si è seduto a scrivere.

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Va via un altro pezzo della mia famiglia, una casa non ha solo un valore materiale, ha un significato molto più profondo ma solo chi ha un cuore tenero, solo chi l'ha veramente vissuta quella casa può comprendere.  

La casa dei MIEI nonni!